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Pirateria

Campagna di sensibilizzazione contro la pirateria

In Italia la musica rischia di scomparire.
La situazione è drammatica. L'Italia a livello internazionale risulta uno dei lidi dei pirati del disco. Ogni giorno, infatti, nel nostro paese si vendono migliaia di CD illegali. Molto spesso il consumatore, che per risparmiare diversi Euro si rivolge alla bancarelle per strada, ignora che con l'acquisto di un CD falso va ad alimentare organizzazioni criminali che sono dedite anche allo sfruttamento della prostituzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Come contrastare il fenomeno? Sicuramente abbassare il prezzo dei CD. Ma in questo caso è necessario l'intervento dello Stato, che deve riconoscere ai prodotti musicali (non solo CD, ma anche video, DVD e strumenti musicali) l'Iva al 4%. Sulla questione Iva recentemente oltre 150 artisti italiani hanno inviato al Ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, una lettera in cui sollecitano urgentemente questo provvedimento, che tutti noi, appassionati e consumatori di musica, attendiamo ormai da troppi anni.

In Italia la pirateria ha assunto dimensioni devastanti. Circa il 25% del mercato musicale è costituito da prodotti illegali con un perdita di circa 110 milioni di Dollari (solo all'industria del settore, senza considerare tutto il danno all'economia indotta). Le casse dello Stato risentono pesantemente della pirateria musicale: l'evasione totale sull'Iva e le minori tasse sugli utili derivanti dalle mancate vendite della discografia ufficiale arrecano un enorme danno alle casse dell'erario. Le organizzazioni criminali, soprattutto nel sud Italia, controllano la produzione e la vendita di CD masterizzati, reinvestendo i lauti proventi in ulteriori attività illecite. E questi sono solo alcuni aspetti del fenomeno.

La sensibilizzazione del consumatore, quindi,  è una priorità assoluta, in fondo i soggetti coinvolti sono sempre due, il produttore del falso e colui che lo acquista. Troppo spesso il consumatore di prodotti contraffatti non sa (o non vuole sapere...) ciò che realmente si cela dietro la pirateria musicale, l'impatto che questa ha sulla nostra economia, e l'allarme sociale che desta in termini di arricchimento dei network criminali (troppo spesso sottovalutato). Fornire un identikit univoco di queste organizzazioni è molto difficile dafornire. In alcuni casi sono direttamente le organizzazioni criminali (anche di rilevanza nazionale) che gestiscono direttamente il business acquistando le attrezzature necessarie alla duplicazione e controllando distribuzione e vendita. Altre volte piccole gang locali pagano alle organizzazioni che controllano il territorio il "diritto" di produrre e vendere CD. Molto spesso si tratta di network criminali dediti in passato a forme di contrabbando tradizionale come i tabacchi o gli stupefacenti che si sono di recente riconvertite ad attività di contraffazione di prodotti tutelati dal diritto d'autore. Rischi minori, margini di profitto addirittura superiori, minori difficoltà logistiche durante i processi prodotti e distributivi: queste le ragioni principali di tale riconversione. Le cifre sul numero di CD falsi circolanti sono impressionanti. Nel corso del 2001 sono stati sequestrati oltre 1.200.000 CD masterizzati e arrestate o denunciate più di 1.000 persone. Numeri che sono nettamente cresciuti nell'anno in corso: a fine maggio i CD confiscati avevano già raggiunto la "ragguardevole" cifra di 1.000.000 mentre arresti e denunce si sono praticamente raddoppiati. Noi stimiamo che siano in totale circa 11/12 milioni i CD contraffatti circolanti nel nostro paese ogni anno.

Adesso, con l'approvazione della legge 248/00 l'Italia si è finalmente adeguata al resto del mondo in fatto di normative a tutela del diritto d'autore. Non dimentichiamoci che entro fine anno il nostro paese è obbligato a recepire la direttiva europea sul commercio elettronico, fatto che costituirà un'ulteriore passo in avanti nella lotta alla contraffazione e alla violazione del diritto d'autore.

E' necessario insistere sulle due strade della lotta alla pirateria: sensibilizzazione e repressione. Bisogna continuare a informare i consumatori sui danni provocati dalla pirateria e sui rischi (molto alti) che si corrono producendo e anche acquistando CD falsi. Così come è indispensabile che la soglia di attenzione delle forze dell'ordine nei confronti del problema rimanga alta. È necessario colpire tanto la produzione quanto la vendita al dettaglio dei CD masterizzati; dove è stato fatto con continuità la situazione è notevolmente migliorata.

Per quanto riguarda la vendita della musica on line, il problema è che, esperienze come quella di Napster, e successivamente come quella dei suoi vari cloni, hanno creato l'opinione diffusa che la musica debba essere gratuita, in particolare in rete. Ormai l'equazione musica online = musica gratuita è stata fatta propria da gran parte dei frequentatori abituali di internet. Come è ovvio immaginare, il web offre grandi opportunità di business per le aziende del settore ma tale business non potrà svilupparsi in maniera compiuta finchè quell'equazione sarà diffusa e finchè la "competizione" non sarà equilibrata. Un'azienda che spende cifre enormi in ricerca, inpromozione, in produzione, che paga royalties ad artisti e alle società degli autori ed editori, che paga tasse e deve mantenere strutture presso le quali lavorano migliaia di persone non può competere con chi non sostiene nessuna di queste spese. E' necessario che si riporti la legalità nel Web, a quel punto gli investimenti sulla vendita di musica on line non rischieranno più di essere un "buco nell'acqua".

Da tutti questi problemi, nasce l’esigenza di creare un contatto tra i giovani consumatori di musica, (che, sempre più spesso, scaricano musica, film e software pirata dai loro computer); e i discografici, i manager e i dirigenti delle grandi e medie imprese discografiche o professionisti che gravitano intorno al mondo dello spettacolo e/o dell’informatica.
Noi ci sentiamo chiamati in causa perché ogni giorno siamo a contatto, con chi la musica la fa e ne usufruisce .
Gli incontri avranno lo scopo di sensibilizzare le nuove generazioni sul danno, che, a volte anche inconsapevolmente, creano alla musica e allo spettacolo, scaricando o acquistando musica pirata. Infatti, questo comportamento innesca un meccanismo atto al danneggiamento non solo della musica, e l’indotto che vive in torno a questa (cantanti, autori, compositori, discografici, manager ecc), ma alla condanna a morte di un bene culturale prezioso del nostro tempo.
Ci siamo resi conto sempre di più, essendo a contatto quotidianamente con i giovani, che loro non si rendono veramente conto del danno che arrecano alla musica scaricando da internet, credendo di fare solo una “ragazzata” al fine di risparmiare qualche euro. Noi iniziamo l’opera di sensibilizzazione verso le nuove generazioni, non mettendo davanti a loro soltanto lo spauracchio della repressione, che a poco o nulla serve per far maturare i giovani sul problema reale, ma dovrà servire a creare i presupposti alla nascita di una coscienza di conservazione e di protezione riguardo alla nostra musica /cultura.
La stampa, le Televisioni e gli organismi competenti ( associazioni di categoria – FIMI, F.P.M. e AFI ) la Siae e L’Imaie, EMCA, le Major discografiche ( Universal, Sony Bmg, Emi Virgin, Warner music), le grandi indipendenti (Sugar, Carosello Cemed ecc) e le piccole indipendenti, hanno dunque il diritto di esserci e il dovere di supportare questa interessante iniziativa nata dalla nostra Officina del Canto.
S'intende spiegare e far capire ai giovani il lavoro e gli investimenti che vengono impiegati per la creazione di un progetto artistico, dalla progettazione alla realizzazione di un album e relativo lancio pubblicitario attraverso i media ( video clip promozione ecc ecc) in modo da giustificare i prezzi in vendita dei cd, che sempre i giovani molto spesso scaricano da internet o ne fanno compilation pirata proprio perchè a loro avviso troppo cari.  La pirateria danneggia non solo la musica di oggi e tutto l’indotto ad essa collegato, ma compromette il futuro della stessa e la possibilità che possa continuare ad esistere.

Alcune persone che lavorano contro la pirateria
Dott. Vito Alfano ( antipirateria Siae)
Dott Luigi Barion (Presidente AFI)
Dott. Guido Palma ( direttivo AFI e discografico TOP Record)
Luca Vespegnani ( presidente PFM e in rappresentanza FIMI)

 
 
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